APOCALYPSE POMPEII

Trama: Jeff Pierce (Adrian Paul) e la sua famiglia composta da Lynne (Jhey Castles) e Mykaela (Georgina Beedle) si recano in Italia e precisamente a Napoli perchè Jeff deve fare un colloquio di lavoro per una ditta di sicurezza. Figlia e moglie vanno a fare una gita organizzata a Pompei. Ad un tratto il Vesuvio erutta e la compagnìa cerca di mettersi in salvo come può. Jeff a questo punto decide di lasciare perdere tutto e salvare la sua famiglia rivolgendosi ad un suo vecchio amico ai tempi della guerra a Kabul (dato che si scopre che Jeff è un graduato dell’ esercito americano), ormai arruolato nella Nato. Il suo amico gli presenta nientemeno che la sua ex squadra che si è trasferita in toto a Napoli. Jeff e la sua squadra rubano un elicottero dell’ esercito italiano e si fiondano verso la zona devastata dalla catastrofe.

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Titolo originale: Apocalypse Pompeii
Anno: 2014
Paese: U.S.A.
Regia: Ben Demaree

Recensione:
E’ chiaro che da un film della ormai celebre casa di produzione Asylum ci si può aspettare di tutto… ma aspettarsi che degli americani vadano in Bulgaria a girare un film facendo finta di essere a Napoli no (se non ci credete guardate i titoli di coda). Impostare la recensione su ogni singola assurdità di questa pellicola non ha senso, rischierei di spolerare le uniche parti divertenti (perchè ogni film va visto per capire cosa c’è di sbagliato e farne tesoro). Vi basti sapere che l’ approssimatezza che solitamente hanno gli americani nel rappresentare le altre culture qui assume forme di micidiale ignoranza. Non per nulla per girare questa enorme cagata ci hanno mandato il fotografo / cameraman dell’ Asylum, che ha dovuto gestire un cast di un certo livello, un plotone di sconosciuti incapaci capitanati da Adrian Paul, il protagonista della serie televisiva di Highlander che ci ha dato il colpo di grazia interpretando Duncan McLeud anche in Endgame… Mi avvalgo della facoltà di non  rilasciare nessun commento sulla credibilità del suo personaggio nè sulla recitazione. Stessa cosa sulla figlia dei questo ex militare statunitense che vuole lavorare in una ditta di sicurezza a Napoli: un classico dolce faccino da cheerleader che sa tutto o quasi di geologia specializzata in vulcani, storiografia delle eruzioni eccetera. Ma questi non sono i veri problemi, il vero problema è che questi 87 minuti sono tutti concentrati su un vulcano che esplode, il che occupa anche a voler allungare la scena il più possibile appena 5 minuti. E gli altri 82 minuti? Noia totale, musica orchestrale di tensione modello Steven Spielberg (fattore da me odiato e onnipresente nelle produzioni Asylum),  tonnellate di rozza cgi e gente che gira in tondo. Buchi di sceneggiatura enormi come stati federali. Fa niente, arriviamo alla fine stremati per sentir pronunciare dalla protagonista: “Non penso che vorrò più andare a vivere in Italia” e il TG che ci rassicura che “Pompei non ha subito danni” dopo che è stato sommersa da un oceano di lava…

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