IO GILDA

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Trama: Max (Gerardo Amato) è un boss della mala newyorkese che oltre al crimine pensa spesso al sesso. E’ padrone di un nightclub chiamato Notorius gestito dalla bella Lulu (Valentine Demy accreditata come Marisa Parra). L’ attrazione principale del night, Odile, sparisce improvvisamente ma viene rimpiazzata da Gilda (Pamela Prati), una bella ragazza che fa impazzire di desiderio Max a prima vista. Max ne fa subito la sua donna e le svela la sua passione più segreta, il boss infatti è un feticista sfegatato di Rita Hayworth e ne colleziona gli indumenti e i gadget soprattuto del film Gilda.

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Titolo originale: Io Gilda
Lingua:
Anno: 1989
Paese: Italia
Regia: Andrea Bianchi (accreditato come Andrew White)

VOTO: 3 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Recensione:
Come poteva sfuggirmi un film trash di questo calibro, con nomi come Valentine Demy e Pamela Prati dirette dal maestro del cattivo gusto Andrea Bianchi (altri film del maestro recensiti qui)? Prima o poi ci dovevo capitare per forza. E’ probabile che l’ idea di fare un remake all’ amatriciana di Gilda sia venuto proprio a Bianchi, poichè in questo film il regista si occupa praticamente di tutto firmando regia, soggetto, sceneggiatura e montaggio. La fotografia invece è a cura di Frank De Niro (ovvero Pasquale Fanetti) anche lui un bel birichino che da metà anni ’80 fino a metà anni ’90 ha firmato una decina abbondante di pellicole hard come regista. Chiaramente scordatevi qualsiasi similitudine con il classico del 1946, eccetto il soggetto sviluppato poi come tentativo di far quadrare un thriller erotico. C’ è chi descrive questo film come porno o come softcore, e chi addirittura ci vede del gore. Queste persone secondo me dovrebbero drogarsi di meno (o di più?) poichè quello che veramente appare è una bruttissima messinscena che include coiti legnosissimi simulati molto male, soprattutTo dal belloccio di turno che è anche lo scopatore del film, mi riferisco al biondino Gino Concari l’ uomo dal fallo che parte dall’ ombelico (si capisce da una scena di fellatio) e l’ uomo che fa sesso con le mutande addosso. Del resto anche la Prati non si risparmia di fare numeri circensi facendo sesso con le gambe chiuse in un modo chiaramente impraticabile. Fosse solo questo la si perdonerebbe facilmente, tuttavia non è proprio possibile notare (come detto in altre recensioni) i mille modi per non farle dire niente o come in questo caso di inquadrarle la bocca mentre parla, facendole voltare improvvisamente la testa mettendosi i capelli in faccia, ma dovete poi vedere quando muove la bocca e la voce sopra (una sensualissima e calda voce da film porno stile Diva Futura) cerca di starle dietro. Sembra che le abbiano messo una chewing gum gigante in bocca per farla masticare come si faceva nei film della Disney per far parlare i cani. I cani, si. Quello che possiamo prendere di buono dalla Pamelona è godere unicamente del suo culo statuario e fare i complimenti alla mamma poichè qui purtroppo la diva del bagaglino ha anche delle battute da dire e vi assicuro che si tratta di un’ esperienza unica e inimmaginabile. Per finire col cast segnalo un clone di Moana Pozzi e altre belle donne nel cast, compreso un travestito che faceva molto sleazy in quel periodo (pessimo il protagonista Gerardo Amato). Questo film va visto con estrema leggerezza e magari con qualche amico per farsi una risata, non è certo uno di quei film che favoriscono la masturbazione, Bianchi qui infatti ce la mette tutta per fare un film fatto male, con attori che recitano dando il busto verso la camera girando la testa verso i propri interlocutori, tentando di ambientare un film a New York con immagini di repertorio inserite nel girato a calci e con scarsissime cartucce erotiche trite e ritrite come la spiata tra i cespugli e l’ immancabile doccia di rito. Il cinema di Bianchi solitamente è interessante per il suo voler sempre rendere la pellicola controversa e drammatica, non è certo un regista per famiglie, solamente che qui si vede proprio che non ce la poteva fare, a metà film infatti lo spettatore tende a manifestare le prime aspirazioni suicide ma poi l’ infarto lo coglie di sorpresa quando piano piano durante il film ogni attore diventa un agente di polizia

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