GRIZZLY, L’ ORSO CHE UCCIDE

Trama: In un grande parco nazionale degli Stati Uniti d’ America, una serie di campeggiatori finisce squartato e divorato. All’ inizio si pensa ad un orso ma il professore di scienze naturali Arthur Scott (Richard Jaeckel) svela alle guardie forestali, capitanate da Michael Kelly (Christopher George), che il predatore non è un comune orso ma una specie di grizzly gigante, dall’ altezza di 3 metri e dal peso di 900 kg.

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Titolo originale: Grizzly
Lingua:
Anno: 1976
Paese: U.S.A.
Regia: William Girdler

VOTO: 6 / 10
VOTO TRASH: 4 / 10

Recensione:
E’ pacifico che ci troviamo davanti, in tutto e per tutto, al soggetto de Lo Squalo di Steven Spielberg, solamente che al posto dello squalo c’è il grizzly e al posto della spiaggia ci sono le foreste della Georgia, location spettacolare che ha dato i natali a film come Un Traquillo Weekend di Paura e Blastfighter. Abbiamo la soggettiva dell’ animale che avanza verso la preda, abbiamo il poliziotto buono che cerca di salvare gli innocenti, abbiamo l’ amministratore cattivo che si mette d’ accordo con gli affaristi cattivi per fare soldi a discapito degli innocenti. A suggellare questo legame, la presenza di Susan Backlinie, vittima di entrambi i predatori in entrambi i film (fu la prima vittima dello squalo nella famosa scena di apertura). Fatto stà che questa sorta di rip-off  non è un brutto prodotto, anzi mi aspettavo molto peggio. La fotografia è armoniosa e suggestiva (aiutata dal fantastico paesaggio naturalistico), la recitazione è onesta, e la noia non è così tanto invadente, sopportabile direi. L’ elemento che mi ha più sorpreso è la quantità di scene esplicite di sangue (anche se della durata di pochi millisecondi) dove vediamo sfregi e mutilazioni, arti che volano e addirittura un bambino mutilato ad una gamba!! Incredibile!! Eppure la linea generale del film è alla stregua di un film moderato che può vedere qualsiasi famiglia (secondo me, magari poi è opinabile come parere). Godiamo di una solida interpretazione dal veterano del cinema bis Christopher George e godiamo della regia di William Girdler, curioso personaggio la cui cinematografia mi sono ripromesso di scoprire a fondo, poichè fautore solamente di 9 pellicole prima della prematura scomparsa a soli 30 anni. Fu definito un regista “rippoffaro” per varie pellicole girate ispirate a celebri successi, curioso che proprio lui, vittima di molte denunce, per questo film abbia dovuto denunciare il distributore Edward L. Montoro della Films Venture Internationals per non avere pagato nè lui e nè gli sceneggiatori / produttori del film, volendosi intascare la somma di 39 milioni di dollari. Tanto ha guadagnato questo film che ha battuto il record di incassi di quell’ anno per un film indipendente. Esiste un seguito in parte girato e montato che risale al 1985 chiamato Grizzly II: The Predator che ad oggi è una vera e propria leggenda urbana, da non confondere con Claws (del 1977), distributo anche col nome di Grizzly 2 sperando di ingannare il pubblico. Sempre su Girdler è interessante sapere che dietro a questo film, nel caso vi metteste a cercarlo, non c’è alcun messaggio. In un’ intervista rilasciata il regista ha infatti dichiarato che a lui interessava solamente che il film vendesse per guadagnarci sopra e l’ arte non c’ entrava niente con quello che faceva, era un lavoro che gli piaceva ma lo faceva per campare, punto e basta. Fior fior di registi italiani che oggi vengono adulati la pensavano / pensano in modo uguale. Può capitare spesso che film che coinvolgono il regno animale vengono realizzati anche per dare un messaggio ecologista, in questo caso si capisce abbastanza chiaramente che questo intento non ci sia, la bestia procura danni senza una giustificazione che vada oltre all’ ipotesi (cibarsi) e (Attenzione SPOILER!) viene abbattuta dall’ uomo, che risolve la situazione

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