BERSAGLI

Trama: Bobby Thompson (Tim O’Kelly) è un giovane uomo immerso nella cultura americana delle armi da fuoco. Dopo una sofferta riflessione, sceglie di agire uccidendo prima i suoi cari e la sua fidanzata, facendo una ricca scorta di munizione e fucili nuovi e mettendosi poi a sparare da un’ area isolata verso l’ autostrada, colpendo più persone alla guida. Il suo prossimo obbiettivo sarà un drive-in… Nello stesso tempo l’ ormai desueto attore hollywoodiano Byron Orlok (un Boris Karloff a fine carriera), leggenda vivente dell’ horror dei decenni passati, è invitato alla proiezione del suo ultimo film, La Vergine di Cera, al drive in locale.

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Titolo originale: Targets
Lingua:
Anno: 1968
Paese: U.S.A.
Regia: Peter Bogdanovich

VOTO: 7 / 10
VOTO TRASH: 5 / 6

Recensione:
Non vorrei esagerare ma questo film è una rara perla che il pubblico mondiale dovrebbe conoscere almeno quanto Rambo. Mi spiego meglio. Rambo alla fine è stato un film low budget che ha saputo cogliere il climax del momento storico e tradurlo in pellicola, nè più nè meno. Bersagli è stato altrettanto caparbio e coraggioso ma senza muscoli, solo un grande cervello. Il cervello di Peter Bogdanovich che ha diretto e scritto questo film voluto dal produttore Roger Corman per “sfruttare” l’ emotività residua causata dai fatti dell’ università del Texas quando Charles Whitman si mise a sparare sulla folla, dopo aver ucciso i suoi cari, proprio come il Bobby Thompson del film. Bogdanovich però non si arrende alla mera funzione di operatore dell’ exploitation, e crea una sottile trama i cui intrecci colpiscono duramente molteplici criticità sociali di quegli anni, compresa la critica sull’ accessibilità alle armi da fuoco, la morte dei drive-in e la crisi del vecchio cinema hollywoodiano e i primi esempi di stress post capitalista, come probabilmente molti di voi avranno già visto in Taxi Driver o Un Giorno di Ordinaria Follia (tutti e due di parecchi anni più tardi). Thompson rappresenta la depressione post-imperialista, la delusione per il mancato sogno americano che, nonostante l’ evidenza, continua a venire “raccontato” alla televisione e nelle tradizioni della famiglia per bene. La crisi del cinema è quella impersonificata  da un Boris Karloff che chiaramente interpreta sè stesso, essendo lui il vero attore del film proiettato in quel maledetto drive-in, ovvero La Vergine di Cera, film diretto da Roger Corman di cui vediamo utilizzati alcuni footage. Il personaggio di Boris Karloff  è un uomo stanco il quale si rende conto egli stesso che gli anni d’oro delle star patinate e della grande magia di Hollywood che conosceva sono finiti da un pezzo, egli stesso si dichiara finito, tuttavia Hollywood fa finta di niente e continua ad aggrapparsi alle vecchie glorie pur di spremerle fino all’ ultimo cercando disperatamente di mantenere in piedi tutto lo star system ed i suoi agenti / impresari e quant’ altro. Quando Thompson e Orlok si scontrano è lo scontro tra il nuovo cinema (che vuole il realismo, il sangue, la crudità, come le azioni che compie Thompson) e il vecchio cinema (Boris Karloff). Bogdanovich lo esprime molto chiaramente, e per di più il suo personaggio dice “Tutti i film buoni sono stati già girati”, schierandosi così dalla parte del vecchio cinema, ma con la consapevolezza che finito quello, finiranno anche molte cose, come per esempio il caro vecchio drive in, vero status symbol della cultura amerciana fin dai primi anni ’30.

Curiosità:
1) Il film è sprovvisto di colonna sonora, a parte la musica che si sente nell’ autoradio in sottofondo. 2) Il film non andò molto bene al box office perchè uscì proprio quando ci furono gli attentati a Martin Luther King e John F. Kennedy, eseguiti proprio da cecchini. Un film su un cecchino che spara all’ impazzata fu vista da molti come un’ operazione impopolare se non di cattivo gusto, chiaramente nè Bogdanovich nè Corman si sarebbero mai immaginati una sfiga del genere .
3) Boris Karloff da contratto doveva recitare solamente per tot giorni, ma concesse una estensione della sua presenza perchè la sceneggiatura gli piacque particolarmente.

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