BARB WIRE

Nel 2017 l’ ultima città libera sarà “Steel Harbour” ed è proprio li che Barb Wire (Pamela Anderson) vive e lavora. Barista e mercenaria. La nostra ‘eroina Barb Wire metterà in salvo una ragazza che custodisce l’antidoto all’Aids.

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Titolo originale: Barb Wire
Anno: 1996 I Paese: U.S.A.
Regia: David Hogan
Attori:  Pamela AndersonAmir AboulElaAdriana Alexander
 

Un film totalmente ritagliato attorno alla figura di Pamela Anderson, che non ci risparmia di sbatterci in faccia le sue poppe sin dai primissimi minuti di questo film. Un film da considerarsi di genere “azione” a causa delle varie esplosioni, piroette e pistolettate sparate dai ferri che Hollywood ha messo in mano alla biondona di Baywatch. Riconosciuto dai più per essere una sorta di remake di Casablanca ambientato in un panorama futuristico alla Atto di Forza, Ammetto di non aver mai letto il fumetto edito dalla “Dark Horse” a cui è ispirata versione su celluloide, ma non ci vuole molto per immaginarsi che, come dicevo all’ inizio della recensione, tutto sia stato distorto e piegato in funzione delle mammelle della Anderson. Una banalità dietro l’altra come c’era da aspettarsi, un finale pieno di esplosioni e capriole come c’era da aspettarsi. Chiaro che chi mette occhi a questo film, in fondo è questo ciò che si aspetta e ciò che vuole, per cui si, una visione glie la si può dare se si è già col testosterone pronto. Questo film è stato un fiasco clamoroso ai botteghini e si è meritato 6 nominato ai Razzie Award del 1996 nelle categorie di “Peggior film”, “Peggiore sceneggiatura”, “Peggior attrice”, “Peggior canzone originale”, “Peggior coppia sullo schermo”, “Peggiore nuova star”, vincendo quest’ultimo titolo.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo


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