L’ UOMO CHE RIDE

Titolo originale: The Man Who Laughs
Paese: U.S.A.
Anno: 1928
Regia: Paul Leni

VOTO: 10 / 10

Trama:
Questa è la storia di un’ uomo che per tutta la sua vita è costretto a vivere con una deformazione sul suo viso, un eterno ghigno sinistro. La malformazione è stata causata dalle torture sadiche che alcuni zingari gli hanno inflitto quando era piccolo. Il suo nome è Gwynplaine. Dopo che suo padre fu ucciso fu abbandonato al suo destino, ma uno strano uomo solitario lo accolse con sè e lo allevò. Quell’uomo salvò lui e una bambina cieca, Dea. Alcuni anni dopo l’uomo mise in piedi una compagnia circense itinerante la cui star era Gwynplaine, ovvero “L’Uomo Che Ride“. Il sogno segreto di Gwynplaine è di sposare Dea e vivere felice con lei ma una donna si intromette, Josiane, una duchessa annoiata e viziosa che seduce Gwynplaine facendo leva sulla sua fragilità. Il colpo di scena arriva quando Barkilphedro, un giullare di corte, scopre che Gwynplaine è di fatto un discendente di Lord Clancharlie, e quindi è di diritto un pari di Londra. Essere un freak che ha accesso alla camera dei lords è una grossa rivincita morale per Gwynplaine, tuttavia questa situazione gli è insopportabile perchè il suo status non gli permette di vedere la sua amata Dea.

Recensione:
Devo dire che la cosa che mi ha più impressionato di questo film è stata la magnifica interpretazione di Conrad Veidt nei panni del protagonista Gwynplaine. Lon Chaney fu chiamato come prima scelta essendo lui “L’uomo dai mille volti“, ma non potè essere scritturato per via di vincoli di contratto che aveva con la MGM. A Veidt interpretare quel personaggio costò molto in termini di sofferenza perchè gli dovettero mettere una protesi di plastica molto scomoda e degli uncini che mantenessero il ghigno fisso sul volto.  Questo film è indubbiamente una rara gemma del cinema muto degli anni ’20, la trama è stata tratta dall’ omonimo libro di Victor Hugo in cui però un finale più truce attende gli innamorati. Qualcuno classifica questo film come horror o pre-horror per alcuni grotteschi aspetti ma io penso che sia più la melodrammatica storia di un’ uomo. Un uomo che ride.

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