AMERICA VIOLENTA

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Tre soldati di ritorno dal Vietnam si recano a far visita ai loro cari, il più risoluto dei tre, Olie Hand è evidentemente provato dall’ esperienza, tant’ è che chi lo irrita lievemente subisce qualche mossa segreta militare scatuita dai nervi tesi del giovane. A minare la tranquillità da lui ricercata c’è una banda di afroamericani che ha deciso di seminare il panico in città. Dopo qualche episodio di violenza, i ferri diventano sempre più corti e tutta la cittadina si prepara ormai ad un attacco in massa delle gangs riunite, tuttavia Olie vorrebbe solo uscire dal suo incubo psicologico.

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Lingua: 

Titolo originale: The No Mercy Man
Anno: 1973 I Paese: U.S.A.
Regia: Daniel Vance
Attori:   Steve SandorRockne TarkingtonRichard X. Slattery
 

Presentatomi da un trailer ultra adrenalinico e violento, questo  America Violenta si è poi rivelato molto più soft e più in linea con gli anni ’60 / ’70 a livello stilistico. Con mia sorpresa ho scoperto che si tratta di una di quelle pellicole che parlano del trauma post Vietnam (o sindrome del Vietnam) che subivano i soldati americani di ritorno dalla guerra.Disturbi mentali e allucinazioni, sudori freddi e così via. Ho già visto pellicole del genere, una su tutte è il mitico e raro Forced Entry dove un benzinaio maniaco sessuale ex berretto verde, sfoga le sue pulsazioni con donzelle indifese mettendo in atto veri e propri stupri, tra una allucinazione e l’ altra. America Violenta è un po’ più complesso perché prende come presupposto il modello sociale del ranch con i suoi valori bigotti ma genuini,  per farli scontrare con una banda di delinquenti ( per lo più afro americani ) alla continua ricerca di espedienti per sopravvivere. Pare che quindi l’ opinione degli autori sia netta e preconcetta, e invece la cosa bella di questo film alla fine è proprio che non prende alcuna posizione tra le due anime americane, ma documenta solamente tutto questo, facendoci vivere l’ estrema frustrazione di questo bravo ragazzo, Olie Hand, distrutto dalla guerra che torna a casa e si trova un’ altra guerra davanti, quella classista e razzista. Ottima la colonna sonora.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo

 

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