AMERICA VIOLENTA

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Tre soldati di ritorno dal Vietnam si recano a far visita ai loro cari, il più risoluto dei tre, Olie Hand è evidentemente provato dall’esperienza, tant’ è che chi lo irrita lievemente subisce qualche mossa segreta militare scatuita dai nervi tesi del giovane. A minare la tranquillità da lui ricercata c’è una banda di afroamericani che ha deciso di seminare il panico in città. Dopo qualche episodio di violenza, i ferri diventano sempre più corti e tutta la cittadina si prepara ormai ad un attacco in massa delle gangs riunite, tuttavia Olie vorrebbe solo uscire dal suo incubo psicologico.

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Titolo originale: The No Mercy Man
Anno: 1973 I Paese: U.S.A.
Regia: Daniel Vance
Attori:   Steve SandorRockne TarkingtonRichard X. Slattery

Una piccola chicca che si poteva trovare grazie ai cestoni dei supermercati o alle bancarelle fino a qualche anno fa era America Violenta. Mi sono approcciato a questo film grazie soprattutto ad un trailer che, montato ad hoc, riprende unicamente l’ultimo quarto d’ora del film dove si scatena l’inferno. a causa di quello che è successo nei precedenti tre quarti. America Violenta è un titolo un po’ vago a dire il vero. Con mia sorpresa, durante la visione, ho scoperto che si tratta di una di quelle pellicole che parlano del trauma post Vietnam (o sindrome del Vietnam) che subivano i soldati americani di ritorno dalla guerra; disturbi mentali e allucinazioni, sudori freddi e così via. Ma calma, amanti dell’estremo qui non stiamo parlando del mitico Forced Entry dove un benzinaio maniaco sessuale ex berretto verde, sfoga le sue pulsazioni con donzelle indifese mettendo in atto veri e propri stupri, tra una allucinazione e l’ altra, ma di America Violenta. Sicuramente abbiamo a che fare con un plot un po’ più complesso, ma neanche troppo perchè non può scappare dalla definizione di revenge movie.
Abbiamo una porzione di americani bene che vive nel ranch in maniera onesta e timorata di Dio e poi abbiamo quattro delinquenti (più che altro Afro Americani, pregiudizi ne abbiamo?) alla continua ricerca di espedienti per sopravvivere. Non c’è una vera e propria posizione contro i banditi alla Il Giustiziere della Strada, ma di certo abbiamo un classico scontro “bene contro male”. Il film è ben fabbricato, giusto a metà abbiamo una certa rallentata, ma la metà è sempre il punto debole di ogni film come diceva Roger Corman. A ravvivare la pellicola, proprio nella seconda parte del film arriva comunque il grande Sid Haig (lo conoscete per l’interpretazione di Captain Spaulding in La Casa dei 1000 Corpi) a risollevare la situazione. Una vera chicca di film che va sicuramente riscoperto. Da godersi anche la colonna sonora niente male.

Scritto da Il Guardiano dello Zoo

 

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