GUN CRAZY – OLTRE LA LEGGE

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Trama: La protagonista di questo film è Yuki (Rei Kikukawa) una giovane avvocatessa idealista che è costretta ad assistere all’ impotenza della giustizia. Prima non riesce a difendere una donna violentata, e poi le tocca addirittura difendere un boss yakuza dall’accusa di omicidio. Durante una discussione animata il suo collega viene ucciso da due malviventi che vengono uccisi a loro volta da un uomo misterioso che irrompe dalla finestra. Yuki viene risparmiata ma rimane irrimediabilmente scossa da quella scena e altrettanto affascinata da quel figuro che scopriremo essere un’ altro yakuza appena uscito di galera, il suo nome è Takita (Toshiya Nagasawa). Da quel momento Yuki decide che le pistole sono molto più efficaci e veloci della giustizia e decide di fare coppia con Takita. Gli scopi di Takita sono però portare avanti la sua vendetta e uccidere tutti quelli che complottando contro di lui lo hanno mandato in galera e si sono tenuti i soldi, una volta fatto questo, creare un nuovo clan. Yuki ingenuamente fa il lavoro sporco e poi si rende conto che questo Takita in realtà è uno yakuza (come le aveva detto già da tempo) e che non è proprio la persona che impersonifica la giustizia che lei vuole impartire. Nella merda fino al collo Yuki comincia a capire di aver fatto una grossa vaccata (meglio tardi che mai).

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Titolo originale: Gun Crazy: Episode 2 – Beyond The Law
Lingua:  sub 
Anno: 2002
Paese: Giappone
Regia: Atsushi Muroga

Recensione:
Gun Crazy – Oltre La Legge
è il secondo capitolo della quadrilogia diretta dal regista Atsushi Muroga che vede varie Nikite con gli occhi a mandorla maneggiare pistole per fare valere i propri diritti. Tutto in questo film è di serie B, se non peggio. Sotto tutti i punti di vista. Un mio grande difetto da recensore, lo ammetto è essere filo-nipponico a prescindere, ma in questo caso non si può proprio fare niente per salvare il malato. Voglio dire, a me il film è piaciuto anche perchè ho visto di molto molto peggio, tuttavia è obiettivo che Il soggetto lo avrebbe potuto scrivere solamente un avvinazzato su un tovagliolo di carta mentre beveva litrate di sake. Io non ho parole per descrivere la stupidità di questo script, se non altro ci sono parecchi momenti di recitazione indegna che fanno sorridere, e ci sono anche quelle scene fiacchissime che si usano per risparmiare pellicola, tipo l’addestramento a collage con musica di fondo, gli omicidi a collage con musica di fondo. Insomma, la musica di fondo è terribile anch’essa. L’ errore fondamentale di questo film è descrivere un personaggio semi-nikita che dovrebbe quantomeno essere tosto e sagace, in modo da farlo sembrare un completo deficiente, e coniugare questo ad un’ attrice che definire attrice è quanto di più azzardato. Mi riferisco a  Rei Kikukawa la quale per la sua incompetenza è stata segregata a vita nel circuito televisivo e ad onor del vero anche questo film essendo un direct-to-video non è neanche mai passato per gli schermi cinematografici.

 


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