LA SERPE DI ZANZIBAR

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Titolo originale: West of Zanzibar
Anno: 1928
Paese: U.S.A.
Regia: Tod Browning

VOTO: 7 / 10
VOTO TRASH: n.p.

Trama:
Un uomo pieno di rancore che in origine era un mago circense e si faceva chiamare “Phroso“, (interpretato magistralmente da “l’ uomo dei mille voltiLon Chaney) follemente innamorato della sua assistente, finisce per essere tradito dalla stessa, e storpiato a vita dal suo rivale in amore, il quale dopo il fattaccio, se ne scappa in Africa. Phroso trova la moglie morta dentro ad una chiesa in braccio ha una bambina bionda che piange e si dispera. Al fine di attuare la sua vendetta Phroso raggiunge il suo rivale in Africa e consegna la bambina ad un bordello situato nei peggiori bassifondi di Zanzibar, pregustando una lenta e lunga vendetta. Il suo piano è di presentare una ragazza ormai dissoluta e irrecuperabile al padre fuggiasco e traditore. Ma le cose non vanno affatto per il verso giusto.

Critica:
Film muto del 1928 che riunisce il regista Tod Browning (i cui atti più famosi sono indubbiamente Freaks e Dracula) e l’attore Lon Chaney (all’ anagrafe Leone Ciani). Questa accoppiata fenomenale ha dato origine a capolavori come Il Trio Infernale, Lo Sconosciuto e al curioso Uomini Nella Notte. Anche questo West of Zanzibar non delude di certo. La storia è dura e drammatica come spesso Browning ci ha abituato, niente giri di parole, un uomo solo che combatte contro l’ ingiustizia morale e fisica. Combatte con tutto sè stesso nonostante sia stato reso storpio e le debba trascinare le sue gambe come corpi morti (qui un parallelismo con The Penalty e Lo Sconosciuto), capiamo subito che il regista ci vuole sbattere in faccia le cose raffigurando per l’ ennesima volta la menomazione come espressione dell’ anima martoriata. Ebbene ancora una volta è proprio questa lotta tra sè stessi e il mondo che rende cieco il nostro protagonista chiamato “Dead-Legs” alias Lon Chaney. Come al solito una perfetta interpretazione di Lon Chaney nelle vesti del disgraziato cupo ed irascibile, non siamo assolutamente alla vette di The Penalty e L’ Asso Di Cuori ma se si ama il personaggio come lo amo io è sicuramente da recuperare e mettere nella propria collezione. Da notare il tema del circo tanto caro al regista Tod Browning che scappò di casa a 16 anni per inseguire una compagnia circense, pare spinto da passioni amorose per una ballerina.

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