IL DIAVOLO ABITA NEL TEXAS

CANE

Trama: la signorina Sandra Curtis, dopo un’improbabile notte alcolica, fa la conoscenza di un giovane poliziotto di nome Nick Berkley e lo convince ad aiutarla a trovare sua sorella Marylin, scomparsa da settimane. Stranamente la ricerca dei due porta alla pista del satanismo…

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Titolo originale: Through The Fire
Anno: 1987
Paese: U.S.A.
Regia: Gary Marcaus

VOTO:  5 / 10
VOTO TRASH: 9 / 10

Recensione:
Un film oggettivamente scandente ed inutile. Tuttavia, a livello personale, nutro pareri contrastanti in me. Da una parte adoro questa roba dozzinale e scadente con un doppiaggio  indecente e pieno cialtronerie cinematografiche, mentre dall’ altro lato penso che se dovessi girare io un film del genere mi vergognerei come un ladro. Questo Il Diavolo Abita Nel Texas (titolo assurdo affibbiato dai distributori italiani probabilmente in un raffazzonato rimando a Texas Chainsaw Massacre?) è uno di quegli horror indipendenti made in U.S.A. che proliferavano negli anni ’80 volte con interessanti risultati ma il più delle volte con impieghi inutili di tempo, soldi ed energie. Questo è uno spreco di tempo a cominciare da chi lo guarda. Un tristissimo film senza arte nè parte che si maschera da horror ma sembra più un thriller di ispirazione satanista/spiritica. Il tema del satanismo sembra approfondito in stile “piccoli brividi” con candele, tavole Ouija (quelle per parlare con gli spiriti) e pentagrammi a caso.  Se un regista capace e col senso del dinamismo prenderebbe in mano questa sceneggiatura ne verrebbe anche fuori qualcosa di guardabile, ma questo non è proprio il caso. Dal montaggio, alle musiche, agli attori, ai tempi morti (se poi ci aggiungi il doppiaggio…) è tutto da cestinare e rifare. Spero di essere stato abbastanza chiaro e di avervi avvertito a sufficienza che la visione di questo film è altamente punitiva e soporifera. Per vedere del sangue vero e proprio bisogna aspettare la fine quando, a corto di idee, gli autori hanno deciso di mettere un scena una specie di blood fest con morti posseduti e putrefatti ed esplosioni facciali varie, ma tutta fatica sprecata se le palpebre si sono ormai chiuse da tempo.

Si ringrazia Silvia Kinney Ricco e Massimo Benezzi per il loro prezioso contributo.

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