L’ UOMO CHE VISSE NEL FUTURO

7321958525661_F[1]

Titolo originale: The Time Machine
Anno: 1960
Paese: U.S..A.
Regia: George Pal

VOTO: 8 / 10

Un classico della fantascienza di inizio anni ’60, veramente innovativo sia per l’uso del colore (di solito gli sci-fi del periodo erano in bianco e nero), che per la messa in scena. Indubbiamente va ricordato che questo film si ispira all’omonimo romanzo di “H.G. Wells”. Il professor H. George Wells costruisce una curiosa macchina del tempo dalle fattezze bizzarre. Il veicolo sembra infatti una specie di cocchio monoposto con una grande ruota decorata dietro e un blocco di comando che sembra più un portagioie. Ad ogni modo il professore il giorno di capodanno del 1899 invita un gruppo di affaristi a casa sua per mostrare la propria invenzione (anche se non capisco perchè non coinvolgere invece membri della comunità scientifica) viene però deriso e gli viene fatto notare che i soldi si fanno mettendo la scienza a servizio della guerra anzichè di cose così fantasiose (e qui svisceriamo l’anima stessa del racconto di Wells) come i viaggi nel tempo. L’ unica persona che lo sostiene (con un po’ di sana perplessità) è David Filby, un suo vecchio amico d’infanzia. Offeso, il professor Wells si decide ad intraprendere il suo viaggio nel tempo in totale autonomia. Inizia così l’avventura che lo porterà a superare addirittura la terza guerra mondiale e il conseguente olocausto atomico, per poi andare a finire addirittura nell’anno 80’000 dopo cristo. Li troverà una società divisa in due fazioni, gli Eloi che vivono in superficie nel totale ozio e nella totale apatia, e i Morlock, creature pelose e orrende che vivono sottoterra, antenati di coloro che si rifugiarono nel sottosuolo dopo la catastrofe nucleare. Starà al professore londinese in quanto uomo occidentale, ristabilire un suo ordine etico e morale condivisibile dallo spettatore occidentale. Ovviamente non può mancare il bacio alla bionda. E si, sono un tantino critico sui contenuti ma comunque bel film antologico e godibile per nostalgici dei costumi vintage e macchinari di cartone anch’essi assai vintage.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *