LE ORIGINI DEL MALE

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Titolo originale: The Quiet Ones
Anno: 2014
Paese: U.S.A. / U.K.
Regia: John Pogue

VOTO: 5 / 10

La nuova Hammer rinasce con questo film che è una vera e propria sfida al futuro, il futuro del genere horror. Ci sarebbe molto da dire sull’ evoluzione moderna del genere e su come l’ horror sia diventato un pretesto per vendere pop corn ai teenager lobotomizzati, ma questa è la recensione di “Le Origini Del Male” e quindi restiamo attinenti all’ oggetto. Il film pare essere basato su di una storia vera, le suddette prove le troviamo alla fine del film, nei titoli di coda, sotto forma di fotografie raffiguranti i veri protagonisti della vicenda. Un parapsicologo ossessionato dalle sue teorie, sta conducendo un esperimento su una bambina di nome Jane, ella è dai più ritenuta posseduta da un’ entità maligna, ma il professor Joseph Coupland, aiutato dai suoi due assistenti Krissi e Harry , decide di continuare imperterrito, dimostrando al mondo la validità delle sue teorie per mezzo della videocamera di Brian che, con giovanile vigore, aderisce alla missione scientifica. La teoria del professor Coupland consiste nell’ affermare che il “male” che risiede all’ interno di Jane non è altro che un’ invenzione della stessa ragazzina, e non un’ entità maligna di origini occulte. Una volta dato un nome a questo “male”, si convincerà il paziente a trasferire l’ idea in un oggetto, distruggendo poi l’oggetto in questione per convincere la paziente che il male è sparito. Una volta che però questo “male” prende il nome di Eve, ed Eve viene richiamata fuori dalla ragazzina… sono cazzi amari per tutti. Il gusto con cui è girato questo film a mio avviso è una buona mediazione tra il moderno e il retrò, ambientato com’è negli anni ’60, presenta una pregevole fotografia leggermente desaturata e i vari inserti di pellicole antiquate e filigrane rovinate gli danno appunto quel gusto retrò che fa digerire anche i moderni scatti improvvisi e innaturali alla “The Ring”. Purtroppo non supera a mio avviso la sufficienza per la mancanza di sostanza che hanno soggetto e sceneggiatura, nonostante l’ impegno. Consigliato per chi è curioso di sapere cosa ha da dire la nuova Hammer, e ai fan dei film sull’ occulto e possessioni diaboliche.

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