MOVING TARGET

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Trama: Ray Brock (Don “The Dragon” Wilson), un asiatico/americano esperto di kickbox si reca dagli Stati Uniti  in Irlanda per conoscere la sua cyber-innamorata. A causa di un equivoco compra un cartone da 6 di bottiglie di birra che contengono ciascuna un innesco per bombe nucleari che terroristi dell’ I.R.A. vogliono vendere ad un paese del medio oriente. Fin qui tutto molto realistico e coerente, facile che accadano tutte queste cose di seguito no? Per fortuna a salvarci da questa bizzarra sceneggiatura, arriva il confortante clichè del rapimento della fidanzata dell’eroe (una gran cessa tra l’altro), il quale compierà la sua missione a suon di calci piroettanti.

Titolo originale: Moving Target
Lingua: 
Anno: 2000
Paese: Irlanda / U.S.A.
Regia: Paul Ziller

Recensione:
La locandina mi promette che si tratti di uno di quei film tamarri con sparatorie a raffica, esplosioni a go go, e magari ambientato ad Hong Kong dato il viso del protagonista nella copertina, chiara versione modernizzata di Bruce Lee (è il mitico Don “The Dragon” Wilson mica per niente)… Leggo poi nel retro del DVD che questo corridore è addirittura coinvolto in una faida tra due famiglie mafiose, “libidine” dico io. E invece? Anzichè ad Hong Kong o in qualche metropoli sudicia il film è ambientato nientemeno che in IRLANDA. E attenzione attenzione alla fine del film capisci che quello che ha scritto la trama dietro al DVD non ha neanche visto il film perchè NON c’è nessuna faida tra clan mafiosi, anzi la mafia non c’entra niente con la pellicola! Questo si che è partire con il piede sbagliato!  Azione molto diluita tra inseguimenti automobilistici per niente avvincenti e scazzottate un po’ troppo plastiche, per niente adrenaliniche, dove gli unici virtuosismi del protagonista sono giustamente immortalati in molteplici rallenty per non sprecare quel pochissimo di buono che c’è. Ambientazione improbabile per un action movie: paesotto irlandese tra le colline con casette tipo olandesi col tetto spiovente ed immensi paesaggi color smeraldo. Parlando delle musiche quelle che ti mettono durante l’ attesa telefonica creano molta più tensione. A confermare lo scarsissimo budget a disposizione di questo film ci sono degli attori molto scadenti, l’ uso improprio delle arti marziali, e un bollettino di guerra che conta a livello di “danni” qualche tavolino spaccato, una credenza rotta, un vetro di automobile sfondato con un calcio e proprio per non farsi buttare addosso pomodori e verze: un’automobile che spicca il volo e si capovolge. NESSUNA ESPLOSIONE. Presente almeno qualche trovata simpatica qua e là, tipica di chi deve aguzzare l’ingegno e la fantasia per sopperire a budget lacrimevoli. Consigliato a chi vuole andare oltre il “talmente brutto che vale la pena di guardarlo”, questo è proprio “talmente brutto che NON vale la pena di guardarlo” per questo l’ho guardato, e mi è piaciuto, perchè comunque mi sono divertito. Grazie ancora una volta Paul Ziller di avermi regalato vagonate di merda su pellicola.

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