THREE… EXTREMES

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Titolo originale: Saam Gaang Yi
Anno: 2004 I Paese: Giappone, Corea, Hong Kong
Regia: Fruit Chan, Takashi Miike, Chan-wook Park
Attori:   Bai LingByung-Hun LeeKyoko Hasegawa 
 

Personalmente vedo questo Three Extremes un’ po’ come un’ interessante operazione promozionale di considerevole pregio atta a cavalcare l’onda della “new wave of asian horror” come la si può anche definire. Dopo il successo di The RingOld Boy” e The Grudge, (ma anche The Eye per il panorama cinese) finalmente l’ Asia si guadagna una fetta di mercato dopo anni e anni di egemonia occidentale. E come occidente intendo i fottuti Stati Uniti d’America. I quali non sono certo fatti mancare, a discapito dell’intera umanità, una sequela di orridi remake o squallidi tentativi di emulare il neo-horror asiatico riscaldando però il tutto in salsa barbecue con contorno di patatine fritte. Questo film rappresenta a mio avviso un bello smacco intellettuale alle dosi da allevamento bovino di splatter-pack moderni (vedi The Saw, Hostel e figliastri vari) targati U.S.A. che ci ammorbano con un vomitevole e perenne dejavù atto ad imbolsire ed immobilizzare la nostra espressione in un calco di cera per tutta la durata della pellicola. Ora, perchè tiro fuori proprio la definizione “operazione promozionale” ? Perchè questo film è un fantastico e conveniente tre per uno! Paghi uno prendi tre! Il film è infatti diviso in 3 cortometraggi provenienti da 3 diversi paesi dell’ Asia (Hong Kong, Corea, Giappone) ai quali corrisponde un regista appartenente alla nazione madre del corto, in pratica come un ristorante “Asian Fusion”! Stranamente però, il film presentato come un horror, non si avvale della firma di registi avvezzi a questo genere. Nessuno dei tre difatti è conosciuto come regista dell’ orrore: Fruit Chan e Chan-wook Park (meglio conosciuto come regista di Old Boy) sono registi che girano pellicole con un forte carattere drammatico, come sicuramente anche Takashi Miike,, anche se “drammatico” per il maestro nipponico è decisamente una definizione leggera considerando la follia e il genio visionario. Le tre storie sono raffinate, taglienti e raggiungono un equilibrio che oserei definire perfetto nel rapporto tra occhio, e cuore (o stomaco). Assolutamente visive ma micidiali come un coltello che si insinua nei tabù dell’ animo umano e li esamina con la sua punta affilatissima. Ecco non dico altro per non rovinarvi la visione, ad ogni modo il DVD che ho acquistato contiene degli interessanti making of ma devo dire con mio profondo rammarico, che proprio grazie a questi making of ho scoperto che il primo episodio è stato tagliato impietosamente con l’accetta, anche tagliando completamente fuori dei personaggi, e privandoci di scene che sicuramente avrebbero approfondito la psicologia dei protagonisti. Gran peccato davvero per questo aspetto. Come ultima informazione sul film dovete sapere che questa è una specie di “upgrade” del film Three, pellicola del 2002 che segue lo stesso filo schematico, ma i registi sono meno famosi e tutta l’ operazione è decisamente di minore caratura.

Scritto da: Il Guardiano dello Zoo


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