LA BESTIA DI SANGUE

La_bestia_di_sangue_1970[1]

Trama: Uno scienziato pazzo riesce a creare un mostro. Questi viene decapitato in uno scontro, ma il dottore ne conserverà la testa, tenendola in vita grazie a uno speciale siero di sua invenzione.

CLICCA SUL VIDEO PER GUARDARE IL FILM COMPLETO
(versione uncut in italiano con scene in inglese)

Titolo Originale: Beast Of Blood
Lingua:
Anno: 1971
Paese: U.S.A.
Regia: Eddie Romero

VOTO: 5 / 10
VOTO TRASH: 8 / 10

Recensione:
La Bestia Di Sangue, un titolo molto accattivante per un film affatto accattivante a causa della sua disarmante povertà di trama e di mezzi. Fa parte di una quadrilogia iniziata nel 1968 dal regista filippino Edie Romero. Gli altri film della serie sono, nell’ ordine, Terrore sull’isola dell’amore (1968) Mad Doctor of Blood Island (1969) e il quarto, Brain of Blood (1972). La Bestia Di Sangue, seppur conservi quel fascino da chicca oscura e introvabile, è proprio una di quelle pellicole per quei completisti che, come il sottoscritto, vogliono vedere assolutamente tutto tuttissimo quello che di più bizzarro è stato girato a questo mondo. Allora si, in tal caso questo film può essere preso gran considerazione per alcuni clichè cari a noi pazzi nostalgici come lo scienziato dalla mente deviata e la giungla disseminata di trappole letali che ricorda tanto il nostro Zombi Holocaust. Tediosa ma immancabile la coppia eroe caucasico / bionda da salvare. Ma cosa pretendo? E’ un film girato sugli stilemi del cinema americano, per essere venduto in America, la storia d’ amore è obbligatoria (anche se dura 5 minuti, e non si parla di eiaculazione precoce). In fondo, questo è il solito prezzo da pagare per poter degustare la visione di un uomo completamente ricoperto da piaghe e ferite putrescenti e per di più senza la propria orrenda testa mostruosa, riposta con cura in separata sede. Molte cose sono lasciate andare come quasi l’intera sceneggiatura che ha una struttura a dir poco casuale, recitazione da canile comunale e un cast davvero ridicolo, con i soliti indigeni che non sono altro che persone normalissime del mondo “civilizzato”, agghindati da dementi tipo “selvaggi del villaggio turistico”. Per concludere, un film che solo i più accaniti hardcorers del trash possono apprezzare interamente, un fan dell’ horror comune vi lancerebbe probabilmente adosso ogni cosa gli capiti a mano, dopo la prima mezz’ ora, pur di guardare altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *