LA BESTIA DI SANGUE

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Titolo originale: Beast of Blood
Anno: 1970 I Paese: U.S.A. / Filippine
Regia:  Eddie Romero
Attori:  John AshleyCeleste YarnallEddie Garcia
 

Uno scienziato pazzo riesce a creare un mostro. Questi viene decapitato in uno scontro, ma il dottore ne conserverà la testa, tenendola in vita grazie a uno speciale siero di sua invenzione.

La Bestia Di Sangue, un titolo molto accattivante per un film affatto accattivante a causa della sua disarmante povertà di trama e di mezzi. Fa parte di una quadrilogia iniziata nel 1968 dal regista filippino Edie Romero. Gli altri film della serie sono, nell’ ordine, Terrore sull’isola dell’amore (1968) Mad Doctor of Blood Island (1969) (il film recensito è il seguito di Mad Doctor of…) e il quarto, Brain of Blood (1972). La Bestia Di Sangue, seppur conservi quel fascino da chicca oscura e introvabile, è proprio una di quelle pellicole per quei completisti che, come il sottoscritto, vogliono vedere assolutamente tutto tuttissimo quello che di più bizzarro è stato girato a questo mondo. Allora si, in tal caso questo film può essere preso gran considerazione per alcuni clichè cari a noi pazzi nostalgici come lo scienziato dalla mente deviata e la giungla disseminata di trappole letali che ricorda tanto il nostro Zombi Holocaust. Tediosa ma immancabile la coppia eroe caucasico / bionda da salvare. Ma cosa pretendo? E’ un film girato sugli stilemi del cinema americano, per essere venduto in America, la storia d’ amore è obbligatoria (anche se dura 5 minuti, e non si parla di eiaculazione precoce). In fondo, questo è il solito prezzo da pagare per poter degustare la visione di un uomo completamente ricoperto da piaghe e ferite putrescenti e per di più senza la propria orrenda testa mostruosa, riposta con cura in separata sede. Molte cose sono lasciate andare come quasi l’intera sceneggiatura che ha una struttura a dir poco casuale, recitazione da canile comunale e un cast davvero ridicolo, con i soliti indigeni che non sono altro che persone normalissime del mondo “civilizzato”, agghindati da dementi tipo “selvaggi del villaggio turistico”. Per concludere, un film che solo i più accaniti hardcorers del trash possono apprezzare interamente, un fan dell’ horror comune vi lancerebbe probabilmente adosso ogni cosa gli capiti a mano, dopo la prima mezz’ ora, pur di guardare altro.

Scritto da: Il Guardiano dello Zoo


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