IL DOTTOR CYCLOPS

Trama: Il dott. Torkal, un biologo, che vive isolato nelle montagne del Peru’, intento a certe sue misteriose ricerche, invita un gruppo di scienziati, del quale fa parte una donna, Mary Mitchell, a raggiungerlo. Egli vuole che i nuovi arrivati controllino certe sue osservazioni al microscopio: ottenuto l’intento, immediatamente li congeda. Mentre, indignati per il trattamento avuto, gli scienziati discutono sul da farsi, vengono a sapere che la regione è ricchissima d’uranio. Decidono allora di rimanere ad ogni costo. Ma il dott. Torkal, cui l’eccessivo lavoro ed i successi conseguiti hanno sconvolto la mente, li attira in una misteriosa stanza radioattiva, dove, applicando certe sue scoperte, li trasforma in minuscoli nani. Tra il pazzo e le sue vittime incomincia una lotta accanita, che costa la vita ad uno degli scienziati e ad un servo del folle.

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Titolo Originale: Dr.Cyclops
Anno: 1940
Paese: U.S.A.
Regia: Ernest B. Schoedsack

Recensione:
Cosa cerchiamo in un film che si chiama “Il Dottor Cyclops“? Un mad doctor gigante con un occhio solo? Se la risposta è sì, possiamo dirci per metà  soddisfatti perchè per essere pazzo è pazzo, per essere gigante quasi (in realtà sono tutti gli altri che diventano piccoli) e per avere un occhio solo, beh diciamo che senza occhiali è un po’ cecato!! Mi permetto questo umorismo forse un po’ troppo impietoso per questo film, che per essere girato nel 1940 è sicuramente bizzarro (fattore per me positivo) e per di più padre di tutta quella cinematografia, che unisce la genetica all’uso delle radiazioni, uno dei classici temi cari al genere sci-fi. Il dottor “Cyclops” Thorkel, un genio schizzoide, si è rifugiato da tempo nella giungla del Sud America (da come sono vestiti gli abitanti locali direi Perù o Chile), a causa dei suoi problemi di vista chiama in suo aiuto un gruppetto di 3 scienziati tra cui una bella figliola, un illustre professore tutto impettito e un altro tizio deferente che si farà sostituire da un belloccio fatto su misura per la roscia intrigante (ovviamente super castissima). Tutto fila più o meno liscio quando questi sventurati finiscono per provare sulla propria pelle il risultato delle ricerche del dottor Throkel: la riduzione delle molecole degli esseri viventi, in pratica diventano miniature di loro stessi!! Ecco svelato il succo del film, ma del resto questa è una recensione e il film è così lineare e semplice che non è sicuramente per la trama che va guardato. Molto simpatici e particolarmente riusciti per quel periodo gli effetti visivi con scenografie ben costruite e giochi di schermi azzeccati. Le musiche più che inquietare lo spettatore ricordano “Pomi D’Ottone E Manici Di Scopa”. Inoltre a memoria questo è uno dei primissimi film che si avvale della tecnicha del Technicolor. L’idea probabilmente fu copiata da “La Bambola Del Diavolo” del 1936, ma del resto si tratta solo dell’idea di base, questo film ne aggiunge elementi di interesse più attuali, quindi perchè non apprezzarlo

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